26 ago 2010

memento


Potrei trovarmi in vacanza, ovunque in Italia.
Per quanto mi abbia sempre attirato la vita al mare, il luogo ha rappresentato un peso marginale nella scelta di emigrare (diciamo che la foto rappresenta bene il peso dato alla destinazione finale, tra le alternative possibili).
Ho un nuovo progetto, cliente italiano, che mi permette di relazionarmi alla nostra sede italiana.
Mi è bastata una riunione di un'ora per farmi ricordare, punto per punto, tutto quello che nella mia testa sbiadiva accanto al colore ed il calore dell'Italia che rivorrei: i motivi che, professionalmente mi hanno spinto lontano.
Pochi giri di parole, me ne sono andato per soldi (non palate, sempre working class mi considero)... e me ne sono andato per dimenticare:
  • quella disorganizzazione metodica,
  • quel voglio tutto per ieri senza averti mai chiesto nulla,
  • per non fare più la bella figura dello stupido eroe committed to grow (senza ritorno),
  • per uscire dalla logica del commerciale che non vuole farti fatturare perché (vedi sopra) 'non ti ho mai chiesto nulla' ma che poi si prende tutto, merito e premi...

Forse è il caso di chiedere scusa se qualcuno può risentire fastidio alle mie parole, ma tra la Tim, Cossiga, il governo, la guerra civile per la tessera del tifoso (ma non per il malgoverno), bersani (chi???), il corriere che fa passare per eroe quel parassita e la mia personalissima microstoria ... beh, ecco, mi sono emozionato ed in mancanza di agopuntura avevo bisogno di sfogarmi!

:-P

Enjoy,
JJ@pdepmcp

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17 ago 2010

back to the village

Oggi ho letto una frase bellissima (di Vittorio Zucconi):
"L'Italia produce il solito, doppio, contraddittorio e schizofrenico sentimento, un desiderio cocente di restare, ignorando il miserabile orrore che la impregna, e un desiderio bruciante di andarsene, per non assistere più al miserabile spettacolo che ogni giorno chi la dovrebbe rappresentare offre, direttamente o indirettamente."

Forse la sparo grossa e fuori luogo, certo è che la morte di Cossiga (mi impietosisco e ne parlo giusto politicamente) mi lascia totalmente indifferente.
Oggi se ne va, con tutte le sue verità non dette (e quelle prontamente smentite), uno dei personaggi più oscuri ed ambigui della storia d'Italia.

Enjoy,
JJ


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04 ago 2010

Approfondimento: è davvero questo il livello?

Come promesso qui eccomi a riportare le ragioni della mia indigniazione rispetto allo spot TIM (non che velone mi abbia lasciato indifferente, anzi..., solo che il buon pdepmcp ha raccolto tutti i punti, come o meglio di quanto avrei potuto fare).

Dello spot incriminato mi hanno colpito (negativamente) nell'ordine:
  1. il prodotto,
  2. la mancanza di originalità,
  3. la società rappresentata,
  4. l'ignoranza,
  5. il machismo.
1. Il prodotto venduto è un piano telefonico che promette, dietro adeguato pagamento, l'accesso ad un certo numero di sms, minuti di telefonate, accesso alla rete. Nessuna controindicazione apparente, tranne che si tratta di pagare per avere qualcosa che normalmente non c'è. Fin qua nulla di male... solo che ragionando, nel paese che vende al mondo più cellulari procapite, mi aspettavo alcuni servizi come consolidati... e no, non smetterò mai di indigniarmi per la pochezza tecnologica del paese, e continuo a pensare che i gestori di telecoms abbiano la loro porca responsabilità in questo, vanno oltre lo sfruttamento del popolino ignorante: lo schiacciano nell'ignoranza non erogando servizi - che ad esempio in Finlandia sono riconosciuti come diritti umani. Nota ancora più dolente, il popolo si emoziona più per eventi calcistici che per l'erogazione di servizi di qualità (certo, non ci si indigna più per i sequestri di alimenti avariati figuriamoci se l'accesso alla rete o costi di telefonia contenuti possono interessare, ma tant'è - la vedo come due punti negativi, entrambi delle colpe);
2. Il clichè DeSica+Tettona (ok, e che tettona, va bene, ma ... anche basta, no?) me lo ricordo dal periodo natalizio in età premasturbale... possibile che venda ancora? E' davvero questo il livello? E' davvero questo il livello della popolazione in grado di muovere (come massa critica) gli affari di una società come TIM? E' davvero questo il livello - campione sommario di popolazione?
3. Cambia il contesto, dalla Milano vincente degli anni ottanta siamo passati alla Roma borghese di questi duemila... vent'anni fallimentari da un punto di vista economico e culturale non sono bastati a modificare i valori? Posso reiterare la domanda all'infinito: è davvero questo il livello?
4. La battuta sul sushi, poi, mi ha disgustato... esagero io, ma davvero non trovo neppure l'innocenza del fattore comico (non trovando io, a monte, in tutto lo spot il fattore comico e ironico), ci vedo solo - per contestualizzare - l'ignoranza coatta venduta per cultura... come la biografia di un calciatore.
5. E come non chiudere con il machismo del maschio italiano che arriva alla festa con una bonazza da competizione e se ne va via con due biondine da battaglia del materasso? Per la serie a me piacciono le donne, non altro! (citazione, indovinate voi chi?)

Enjoy,
JJ@pdepmcp