E tra una decina di giorni saremo di nuovo sul patrio suolo, per sbrigare qualche pratica e commissione prima di chiudere la casa meneghina.
Dopo la mia ultima esperienza ammetto di trovarmi molto imbarazzato sulle aspettative.
Il locale sotto casa che non rispetterà il nostro diritto al sonno, servizi artigianali inadeguati che faranno l'odiata domanda con o senza fattura?, strutture informatiche arcaiche dove comprare il biglietto della metropolitana il servizio di pagamento con carta di credito è momentaneamente indisponibile... tutto questo lo conosco già. Ma qualcosa è cambiato nel frattempo. Qualcosa di teorico, sottile, che mi spaventa.
Leggo i giornali e vedo che lo straniero fa paura. Fanno paura i francesi che ci stanno comprando, fanno paura i romeni portatori di violenza, fanno paura gli africani, i nordafricani, si stuprano i turisti e poi li si accusa di scarsa attenzione... e c'è l'esercito per le strade.
Ma ora non abito più in Italia, e vivo quello che potrebbe essere un laboratorio sociale avanti anni luce: quanti di voi lavorano e vivono con gli stranieri?
Nel mio ufficio conto italiani, maghrebini, neri, asiatici, inglesi, tedeschi, un portoghese ed un armeno, nel quartiere tanti nord-africani, in spiaggia neri gialli arabi ebrei...
Questo esperimento multiculturale e multirazziale cosa porta?
Malattie? Delinquenza? Paura? Povertà?
Posso azzardare... nulla di tutto questo... o meglio, nulla di più che in Italia non conosciamo già... con la nostra strenua difesa delle radici regionali...
Again, mi ripeto, non si tratta di cambiare la politica, ma la testa dell'italiano medio...
Enjoy!
JJ